I libri della settimana – 29\11 – 06\12

Con l’inizio della tanto attesa e pubblicizzata serie tv, scegliere come libro della settimana la cara Elena Ferrante e la sua amica geniale sarebbe stato facile, ma visto che le librerie indipendenti servono soprattutto a complicare la vita ai lettori con proposte fuori tendenza, mi sono messo a spulciare tra gli scaffali e ho scelto di proporvi due libri che oggi in particolar modo vorrei leggeste: La ferrovia sotterranea di Colson Whitehead e Il naufragio di Alessandro Leogrande.
Due libri molto diversi tra loro per impostazione e genere, ma entrambi preziosi per provare ad avvicinarci alla complessità di temi che troppo spesso il dibattito pubblico mortifica e ridicolizza. Il razzismo e le migrazioni, al di là delle posizioni ideologiche e politiche sono fenomeni complessi, per la società e per lo stesso animo umano. Comprenderli e provare ad affrontarli è ancora oggi per ciascuno di noi una sfida e insieme un dovere civico. Banalizzarli e accantonarli con superficialità, un rischio che non dovremmo assumerci.
Per questo motivo ho scelto di consigliarvi, in questi giorni più che mai, due letture forti e intense, sperando possiate accettare di buon grado il consiglio di un umile libraio.

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Libri della settimana

Da qualche settimana a questa parte in libreria stiamo riservando un posto speciale a due titoli: letti, piaciuti e consigliati.
Da questa settimana i libri scelti saranno anche brevemente presentati qui.

Figli di un bronx minore di Peppe Lanzetta e Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore sono i libri selezionati questo giovedì (fino al prossimo 29\11).
Due scrittori napoletani, dalla scrittura opposta, ma egualmente forte e riconoscibile. Due modi diversi di raccontare una città dai mille volti, da un lato la Napoli cruda, violenta e spietata del bronx di Peppe Lanzetta, dall’altra quella allegra divertente e spensierata, ma ugualmente affascinante di Imperatore.
Se da un lato Peppe Lanzetta ci prende a pugni con i suoi racconti mostrandoci il marciume e la sozzura della metropoli partenopea capace di annientare o almeno di coprire bene ogni barlume di umanità; dall’altro Imperatore ci fa divertire mostrandoci l’anima più spensierata della città. Pur non nascondendone i problemi e le contraddizioni ci invoglia a riderne, perché la risata è un mezzo potente che può infondere coraggio e illuminare le tenebre.
Due scrittori e due libri lontanissimi, dunque, per provare a rappresentare quel che forse mai si riuscirà a raccontare fino in fondo, la complessità di Napoli, eterna commedia ed eterno dramma.

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La bottega di Angri – Laboratorio di scrittura creativa

“Parte il 28 Settembre, la seconda edizione del “Laboratorio di scrittura creativa – La bottega di Angri” organizzato dalla libreria Don Chisciotte con la collaborazione della casa editrice Homo Scrivens, che da sempre punta molto su scrittori giovani e spesso esordienti ed è alla costante ricerca di nuove voci da valorizzareLAB_SCRITTURA e pubblicare.
La prima edizione del laboratorio sviluppatasi in dieci incontri, ha già visto un buon numero di partecipanti ed è stata caratterizzata da una profonda varietà di personalità e scritture, in grado di rendere le lezioni stimolanti e dinamiche.
Il laboratorio è diretto da Paquito Catanzaro, autore dei romanzi “Quattrotretre” e “Centomila copie vendute”. Suoi racconti sono apparsi, inoltre, nelle raccolte “Dei trenta e più modi di perdere l’ombrello”, “Nanoracconti”, “Serial Novel” e “Faximile”. E’ anche attore teatrale e speaker radiofonico.
Il primo incontro del laboratorio sarà completamente gratuito e non vincolante, finalizzato a presentare il percorso che si andrà ad intraprendere, le modalità di svolgimento delle lezioni e gli obbiettivi prefissati.
Questa seconda edizione si svilupperà in venti lezioni, quattro delle quali saranno dedicate a specifici generi letterari e durante le quali avremo il piacere di ospitare scrittori specializzati.
L’appuntamento è alla libreria Don Chisciotte, in via G. da Procida 15, venerdì 28 Settembre alle ore 19:00, per iniziare insieme questo stimolante percorso di crescita.

Per ulteriori informazioni contattaci via email (donchisciotte.libreria@gmail.com), telefonicamente (3701118755) o tramite social.”

Regalati un classico vol. 1

 

Benvenuti in questo format audio della sezione NEB della libreria Don Chisciotte. Regalati un classico è il format che permette di scoprire dei grandi classici, anche poco conosciuti che andrebbero senza dubbio letti.

Il protagonista di oggi è un grande romanzo: I tre moschettieri. Tutti ne avremo sentito parlare, ma quanti lo hanno letto?

Molti non sanno che è solo il primo libro di una trilogia a cura di Alexandre Dumas e che, in realtà, i moschettieri sono 4 e non 3.

Si narrano dunque le gesta di D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis. Dumas è un vero e proprio maestro capace di raccontare storie dal grande valore. Qui raggiunge uno dei suoi picchi, seppure non quello massimo.

D’Artagnan, un guascone, si reca nella capitale francese per essere ammesso tra i moschettieri ma, la lettera di raccomandazione che porta con sè, gli viene sottratta da un individuo misterioso. Storia, intrighi politici, duelli e grandi avventure saranno il fulcro del romanzo.

 

Il vero punto di forza del libro però, è la caratterizzazione dei personaggi. Andrebbe letto solo per l’incredibile figura di Milady, un personaggio tra i meglio riusciti della letteratura del tempo.

La prima edizione del romanzo è datata addirittura 1844 ma, talvolta, è di un’attualità incredibile.

Che aspetti? Regalati un classico: regalati i Tre moschettieri!

Minirecensioni vol. 2

 

Benvenuti al secondo appuntamento con le minirecensioni da parte della libreria Don Chisciotte, il format che in poco più di un minuto evidenzia le caratatteristiche principali di un libro senza alcuno spoiler.

E’ il turno de’ La colonna di fuoco, l’ultimo romanzo di Ken Follett, nonché il terzo della trilogia di Kingsbridge cominciata con I Pilastri della Terra. Ned, Margery, Pierre, Sylvie, Alison: i personaggi in ballo sono tanti. L’epoca in questione è il ‘500 e le loro storie saranno quanto mai intrecciate. Non mancano personalità di spicco come Maria Stuarda, regina di Scozia. Tutte le vicende dei personaggi sono smosse inevitabilmente dai profondi cambiamenti che il protestantesimo sta portando. Sullo sfondo, un’Inquisizione violenta che senza pietà miete vittime innocenti. Il modo di scrivere di Follett è unico, le pagine scorrono ad una velocità impressionante.

Consigliato a tutti quelli che amano i romanzi storici e le storie con un profondo intreccio. C’è da ricordare che i libri della trilogia di Kingsbridge sono dei seguiti spirituali, ovvero è possibile leggere La colonna di fuoco anche senza aver letto i due scritti precedenti. Il suo voto è 7 e mezzo.

Stile 8
Contenuto 7
Godibilità 8

Voto generale: 7,5

E’ tempo di conoscere il vostro parere. L’avete già acquistato? Siete ansiosi di scoprire l’ultima avventura nelle terre di Kingsbridge? Lasciate il vostro feedback. Vi do appuntamento alla prossima minirecensione.

Minirecensioni vol. 1

 

 

Crypto: un thriller sottovalutato

Benvenuti a questa minirecensione da parte della libreria Don Chisciotte. Un format capace di racchiudere in poco più di un minuto i tratti essenziali di un libro senza alcuno spoiler.

Oggi trattiamo Crypto, il primo thriller di Dan Brown. L’autore del più famoso codice Da Vinci si esalta in questo suo primo scritto. Siamo a Washington, Susan, responsabile della divisione di crittologia della NSA, viene convocata con urgenza nell’ufficio del comandante Strathmore. Un presunto hacker avrebbe violato Fortezza digitale, un supercomputer capace di decifrare qualunque testo cifrato. Il thriller è un susseguirsi di colpi di scena. La scrittura di Dan Brown è fluida, chiara con capitoli brevi ma intensi.

Consigliato per chi vuole una lettura coinvolgente dall’inizio alla fine ma non troppo impegnativa. Il nostro personalissimo voto è 6.5.

Stile 6,5
Contenuto 6
Godibilità 7,5

Voto generale : 6,5

La palla passa a voi. L’avete letto? Ne avete sentito parlare? Cosa ne pensate? Vi do appuntamento ad una prossima minirecensione.

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“Perché gli anarchici non votano” – Sartin, Faure, Malatesta

Anche questa tornata è passata, a votare ci siamo andati, davvero in tanti sembrerebbe, come se il senso civico dell’italico popolo, che fino  qualche anno fa sembrava aver dimenticato cosa fosse un seggio elettorale, si fosse d’improvviso risvegliato.
Ora le elezioni sono fatte, la campagna elettorale finita e i politici potranno tornare a sparare le loro cazzate ad un ritmo più naturale senza sforzarsi di fare a gara a chi la dice più grossa, più in fretta.
IMG_E0898[1]Sono passati pochi giorni eppure già sembra evidente che comunque vadano le cose, qualunque direzione prendano gli “inciuci” politici, difficilmente pioveranno dall’alto provvedimenti rivoluzionari che possano generare cambiamenti reali nelle nostre vite. O no? Tu ci speri ancora?
Forse si, perché hai votato La lega nord (Salvini ha cancellato quest’ultima parola, confidando sull’alzheimer precoce che affligge gli italiani, ma io ancora la ricordo) o il Movimento 5 stelle, che giurano di rivoltare lo scenario politico e il paese. Nelle loro menti è già iniziata la rivoluzione più importante degli anni duemila. Ma dove, in Italia?
Questo spazio, però, è fatto per parlare di libri quindi basta chiacchiere e veniamo al dunque. E’ in questo contesto che mi sono ritrovato tra le mani un libricino edito da Ortica edizioni, dal titolo Perché gli anarchici non votano. Il libro contenente quattro saggi/articoli sul tema del sistema rappresentativo, ne ripercorre in parte la storia e spiega i motivi per cui gli anarchici, ma più in generale i rivoluzionari o per essere meno irruento, tutti coloro che vorrebbero profondi cambiamenti sociali, non possono scegliere di percorrere la strada del parlamentarismo che storicamente fagocita e placa i bollori di chiunque vorrebbe rivoltare un sistema di potere.
Il libro concilia alla perfezione una parte più argomentativa e storica ad una più esemplificativa e appassionata. Suscita riflessioni profonde e invoglia a mettere in discussione tanti assiomi senza i quali forse saremmo più lucidi e critici rispetto al sistema politico in cui viviamo.
Certo non mi aspetto che chiunque lo legga si trovi d’accordo con le tesi di Sartin, Faure e Malatesta, autori dei saggi contenuti nel libretto, eppure mi piacerebbe molto e ritengo sarebbe bellissimo se dopo ormai un bel po’ di anni in cui ammiriamo estasiati il funzionamento della nostra meravigliosa Repubblica democratica si insinuasse di nuovo nelle nostre menti il dubbio.
Il dubbio che forse quest’atto estremamente civico, il diritto-dovere su cui si fonda la nostra democrazia, sia in realtà una buffonata o per dir meglio un servizio reso ai potenti per restare docilmente rinchiusi nella morsa del loro potere. Perché l’agire dei nostri politici, per quanto schifoso e ripugnante possa essere, è legittimato da quell’atto di voto che tanto ci inorgoglisce.
Con quel gesto accettiamo di delegare ad altri parte delle nostre scelte, rinunciando così parzialmente alla nostra libertà individuale. In tal modo legittimiamo un sistema che pure possiamo poi fingere di contestare. “In quell’urna con la matita in mano compiamo la nostra rivoluzione”, si usa dire da un po’ di tempo, ma nel farlo accettiamo il giogo di questa finta democrazia in cui a decidere sono sempre in pochi. Ci pieghiamo alle sue regole e accettiamo di non rivoltarci mai per davvero. Non m’illudo certo che poche pagine possano persuadere tanti a non votare mai più, eppure spero e credo abbiano la forza di insinuare nelle nostre menti il dubbio che la via del voto non sia l’unica; che questo sistema per sua natura marcio come dimostra anno dopo anno, possa essere migliorato da un quotidiano intervento dal basso, dal nostro moto perpetuo di rivolta e opposizione molto più che dal gesto banale e persino vile, secondo Elisée Reclus, del voto.
Non spero vi convinciate tanto facilmente di vivere in un sistema per natura ingiusto, ma solo che dubitiate della sua perfezione. Da qui alle prossime elezioni pensateci, intanto stiamo a vedere cosa sceglieranno per noi Salvini, Di Maio e co. nelle solite, sudice vesti di governanti privilegiati di un popolo muto.

Chisciottimisti, gruppo di lettura! Mercoledì in libreria, ore 19:30

Chisciottimisti è il gruppo di lettura che si tiene ogni mercoledì alle 19:30 in libreria. Un modo per confrontarsi partendo dai libri e condividere le idee e le suggestioni che da essi possono derivare. La partecipazione è completamente libera e gratuita, ciascuno partecipante può portere con sé un libro che ha letto o sta leggendo e, dopo averlo introdotto, leggerne a voce alta qualche estratto per condividerlo con gli altri.
Non ci sono vincoli di genere o di durata della lettura, ogni lettura può essere fonte preziosa di dibattito e occasione per scambiarsi punti di vista e idee sul mondo dei libri,  ma anche sugli infiniti temi che la letteratura può toccare.
Siete tutti invitati a partecipare, appuntamento alle 19:30 in libreria!

Presentazione: “Tutte le promesse” di Raffaele Mozzillo

Sabato 17 Febbraio alle 19:30 sarà nostro ospite in libreria lo scrittore Raffaele Mozzillo per presentare il suo romanzo Tutte le promesse. Una storia apocrifa. Insieme a lui avremo il piacere di accogliere Fabio D’Angelo e Carla De Felice, redattori del sito Una banda di cefali (http://www.bandadicefali.it/) che con le loro domande e anticipazioni ci aiuteranno ad avvicinarci a questo romanzo dalla scrittura forte e incisiva.IMG_0773[1]

Raffaele Mozzillo è nato a Caserta nel 1974 e ha vissuto fino alla soglia dei trent’anni in una zona di confine tra la provincia di Caserta e quella di Napoli. Dopo una tappa a Dublino, si è trasferito a Roma dove lavora come editor e redattore per agenzie ed editori tra cui Newton Compton. Ha curato per Perrone editore, insieme a Enos Rota, l’antologia d’ispirazione tondelliana Cronache dagli anni Zero (2010). Suoi racconti sono stati pubblicati su EllitticoTerranulliusDoppiozero e Nuova Prova.

Per scoprire di più sul libro:
La Repubblica
Una banda di cefali
Mentinfuga
Fahrenheit – Radio 3
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